Quando si vive con una patologia cronica, una notizia su una nuova terapia non è mai soltanto una notizia ma porta con sé speranza, domande e decisioni che riguardano la propria vita.

Quando si vive con una patologia cronica, una notizia su una nuova terapia non è mai soltanto una notizia ma porta con sé speranza, domande e decisioni che riguardano la propria vita.
Nel mio contributo per EX racconto del mio percorso di formazione di due settimane in Cina. Non inviato per i miei incarichi associativi ma per comprendere come professionista gli sviluppi delle tante terapie cellulari e geniche nel contesto cinese.
Certamente resta un doppio punto di vista: quello professionale e quello di una persona adulta con talassemia, ma ci sarebbero libri da scrivere a riguardo.
Il percorso è stato molto formativo, abbiamo visitato strutture, centri, laboratori di dimensioni incredibili e bevuto un sacco di tè. Tè buonissimo e a tutte le ore, a pasto, come nella cerimonia di apertura dove ho portato un contributo dopo i direttori del programma. In foto sotto invece il mio contributo nella cerimonia di chiusura del programma.
Come già detto ero lì come professionista, ma chiaramente ho portato dietro con me molte domande che approfondiamo nell’intervista e articolo con il Professor Aurelio Maggio affrontando tanti temi: benefici, rischi, fertilità, condizioni cliniche e controlli nel tempo, utili anche per le comunità di pazienti.
Nel viaggio e nel percorso ho conosciuto persone meravigliose da tanti paesi diversi, ematologi, trapiantologi e ricercatori, con i quali sono certo ci rivedremo presto.
Qui l’articolo completo scaricabile nell’ultimo numero: https://www.emoex.it/download/
Ringrazio la Fondazione Franco e Piera Cutino che ha sostenuto le spese di viaggio nell’ambito del progetto GARDEN; Ringrazio gli organizzatori cinesi del programma internazionale per avermi offerto formazione e soggiorno e la direttrice del programma, la profesoressa Sha (che vedete in foto), davvero gentile anche nel rispondere sempre alle mie mille domande.
E grazie, ovviamente, per il magnifico e abbondante tè.

